venerdì 6 settembre 2013

Sono sempre in lotta con i miei sentimenti. Non riconosco mai quando è abbastanza per poter dire, per poter far capire, per lasciare intuire. Io mi trattengo sempre. Sto sempre col freno tirato mentre dentro esplodono universi. Fuori escono solo comete dalla dubbia lucentezza. Quelle che vedi solo se il cielo lo guardi davvero, lontano dalle luci artificiali, con attenzione, in attesa di qualcosa di bello da vedere. Non ne posso fare a meno. Odio sentirmi vomitare addosso sensazioni e pseudosentimenti che durano l'attimo di buttarli fuori. sembrano finti, mi sembrano inutili,sono illusori. Basta poco per crederci, per prenderli per veri, quando invece non sono che folate di vento passeggere. Quello che ne viene fuori è una marcia indietro indegna e vigliacca. Triste. A pagarne le conseguenze sono sempre e solo quelli che ci credono alle cose che si dicono. Ma poi.. 

E io sto sempre col freno tirato. Perché solo l'idea di fare marcia indietro mi schifa. Perché so come ci si sente dall'altra parte, intorno, altrove. Perché la trovo una cosa dannatamente stupida svuotarsi per poi cercare di riacciuffare il possibile nel tentativo di riprendersi cose preziose, per chi queste cose hanno davvero valore. Poi c'è a chi non importa. Quelli che dedicano le stesse canzoni a più persone. Perché sono belle, perché non importa. Perché tanto "sono cose diverse". Questo riciclaggio sporco di sentimenti. Questo fare delle persone tentativi a vuoto nell'attesa dell'esperimento riuscito, con la stessa somministrazione, la stressa concentrazione, la stessa sostanza, gli stessi tempi e gli stessi spazi. Che cos'è questo, io non lo capisco e non lo concepisco. 

Oggi mi sento sott'acqua. Non respiro e non galleggio. 
Non sento e vedo annebbiato. 



E tutti attorno vendono scorciatoie e ricordi confusi di momenti felici. 
Ma voi.. cosa ne sapete voi. 


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