Mi sono svegliata e ho odiato terribilmente gli operai qua fuori, che sotto al mio palazzo stanno ristrutturando nonsocosa, facendo un rumore infernale. Li ho odiati tanto, forte, davvero.
Mi sono svegliata con gli occhi troppo umidi e una smorfia malinconica sul viso, con i capelli un po' più rossi, al loro posto. Mi sono seduta sul letto, con lo specchio di fronte che mi guardava .. e mi sono vista triste. Quella tristezza profonda, quella che la percepisci anche ad occhi chiusi premendoti le mani sulle orecchie. Mi sono alzata, ho acceso una Winston e mi sono seduta al sole, sul balcone. Quella frase continua a riecheggiarmi nella mente, continuo a vedere quegli occhi belli che a te non sono piaciuti mai. Mi viene la voglia di prendere il telefono e scriverti, niente di che, ma solo di scriverti, per rivedere il tuo nome sul display, per vedere che effetto fa, oggi, guardare di nuovo quel nome lì, fermo, che aspetta me.
Mi sentirei troppo stupida. Non avrebbe senso. E so già che rovineresti tutto, che ti odierei ancora. Mi sentirei cretina. Mi sentirei bambina.
Tu quella frase non l'avresti detta mai. Non a me.
Non so se è questo che fa più male o cos'altro.
Questo sogno mi ha stretto la vita. Oggi respiro a fatica.
Questo blog ha visto giorni migliori.
Anche io ne ho visti. Tempo fa.
3 commenti:
Sono contento che tu sia ritornata a scrivere. In un senso lato mi sei mancata.
Beh, anche io ho avuto un sogno -ieri notte- che mi ha condizionato la giornata, e al risveglio non ero troppo diverso da te (ne lo sono tutt'ora, visto quanto poco mi curo).
Penso che più tardi lo posterò.
Io sogno spesso in certi periodi. Ma sono veramente pochissimi i sogni di questo tipo. Con persone che escono fuori come scheletri dall'armadio e che ti fanno svegliare così. Stranita.
Mi mancava questo posto.
Tanto, possono condizionare tanto. Certi sogni.
Ma poi passa, come passa la giornata, o le giornate. Passa, come il rumore degli operai sulla strada
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