Non voglio scrivere, ma ne ho bisogno.
Ho un pessimo carattere e ne sono consapevole. E' difficile starmi vicino e sono consapevole anche di questo. Adesso potrei continuare con il tipico maècolpavostrachemiavetefattodiventarecosì, ma non lo faccio. Sarebbe troppo comodo e semplice, e anche i muri sanno che io adoro smisuratamente complicarmi la vita e che le cose ovvie non mi hanno mai entusiasmato.
Sto perdendo/prendendo tempo.
Devo mettermi a studiare seriamente se voglio laurearmi, ma continuo a mettere in mezzo il fatto che le lezioni non siano finite, che questi orari sono impegnativi e mi destabilizzano. E rimando a domani.
C'è una persona che potrebbe piacermi che continua a chiedermi esplicitamente e implicitamente di uscire e io continuo allo stesso modo a scivolare via con non-chalance a queste richieste perché c'è già qualcuno che mi piace, ma con cui non si batte chiodo. Magari domani..
Dovrei incazzarmi come una iena e sbraitare addosso a qualcuno perché ha fatto tesoro altrui qualcosa che gelosamente gli avevo riservato. Domani mi sente. Sì, domani.
Anche adesso, dovrei mettere la sveglia e crollare sul cuscino. Domani si ricomincia. Sì, ma domani.
Forse ora mi porterò jella da sola, ma ho bisogno di una sberla in faccia. Una di quelle situazioni che ti prendono a calci in culo come un padre incazzato a farti capire che non c'è nessun domani, che non puoi fare niente domani, che lo devi fare adesso.
Sto diventando quella che ..ha le potenzialità, ma non si applica.
C'è questo senso di vuoto freddo che fa a cazzotti nel petto. Tutto quello che faccio, mi sembra di farlo per dovere. E questa mania di tenere tutto sotto controllo, di dover essere sempre e comunque all'altezza di tutto e di tutti, di dover essere responsabile, di dover pensare alle conseguenze in ogni caso, di dover avere sempre la risposta pronta e adeguata .. mi fa stare terribilmente in ansia. Perennemente. Quello di cui ho preso consapevolezza nell'anno appena trascorso è che ho un bidone di problemi. Con me stessa e con quello che voglio davvero. Mi trascino. E sono infelice. Sono davvero infelice. Mi tuffo nelle routine per tenermi impegnata, per diventare frenetica e per non aver il tempo di realizzare che a ventidue anni dovrei mangiare il mondo e invece sono qui in un mosaico in cui i pezzi fanno a cazzotti l'uno con l'altro. Mi sono detta di essere troppo esigente con me stessa tante volte. Sì, forse è così. Ma com'è che sono così esigente e di tutto ciò che vorrei non ne ho nemmeno un'ombra? E non ci sono nemmeno lontanamente vicina.
Mi piacerebbe avere qualcuno a fianco a cui appigliarmi, su cui fare silenziosamente leva. Qualcuno con cui non preoccuparmi di quello che sono, faccio, dico. Riscoprirmi ignorante e banale brutta e non preoccuparmi davvero di esserlo. Ammorbidirmi un po'. Staccare la spina del devo. Inserire una doppia presa del sono e del voglio.
Il medico dice che sono stressata. A ventidue anni. Che è per questo se mi cadono i capelli, se lo stomaco mi fa male, se spesso e volentieri ho nausee ed emicranie, se soffro di insonnia, se ho disturbi nell'apprendimento.
"Quale potrebbe essere la causa del tuo stress?" "Io."
Ciò che più mi spaventa di più è che prima di addormentarmi, io non penso a niente.
Mi sento un gatto nero.
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4 commenti:
'Dovresti mangiarti il mondo/alla tua età mi mangiavo il mondo.'
Pff..
E' la frase che usano i miei genitori per riprendermi quando svacco sul divano con un libro e le cuffie. Ma dove sono loro ora, che hanno fatto quando ne hanno avuto possibilità? Hanno cambiato di una virgola il pianeta? O è solo uno scampolo dell'era Hippie in cui sono nati?
La loro generazione è così, la nostra è diversa. Noi siamo la generazione che si guarda dentro e non si piace. Ed è un fatto collettivo, DEVE ESSERLO, perchè altrimenti tanto malessere in te, in me, in qualcun altro singolo soggetto non ha alcun senso.
Per quanto mi riguarda, sono il re del declinare al domani, e il mio spleen nasce banalmente da questo: dalla paura di non riuscire a farcela, poi, quando non potrò fuggire dalla vita. Ma poi penso: 'Dov'è il mio dramma interiore? Qualche mese di ritardo all'università? Non scopo dai primi di agosto? Mi rompo il sabato sera?'
Wow. Non sono molto più pieno di contenuti dei miei che mi dicono 'Alla tua età mi mangiavo il mondo'ed in realtà tutto quel che sognavano era di fumare erba in qualche vicolo. Il senso del dovere è un gran puttaniere, Rycuccia.
Se vuoi un consiglio, fa le cose come ti vengono e non preoccuparti di come esse e tu stessa apparite (magnificamente, da quel poco che posso vedere). Almeno ti risparmi lo stress (e salvi i capelli).
-Mad
Ma non è che adori complicarti la vita. Non è che uno scegli di intraprendere una strada rispetto ad un'altra perchè è scemo.
La verità è che scegliere banalità o brevi distrazioni è inutile o per lo meno funziona fino ad un certo punto.
E se una cosa non ti prende o non ti piace non puoi fartela piacere.
E non è una questione di non sapersi accontentere.
Anche per me non è un gran periodo.
Anzi forse uno dei più vuoti da 4 anni a questa parte. Ho avuto il momento del piangermi addosso, ma mo mi sono dato una scrollata.
Ogni tanto fa anche bene fermarsi e guardarsi per capire quello che non va. Poi non necessariamente si risolvono i problemi, ma è già un passo individuarli.
E nel caso tuo mi sembra che sia chiaro. Certo non è quella la soluzione a tutto, ma trovare "qualcuno a fianco a cui appigliarmi" sarebbe un buon inizio...
Non sei la causa del tuo stress.
Non che necessariamente la colpa è tutta tua...
Io invece penso a tutto. E per quanto ti concentri qualcosa la devi pensare per forza.
Quindi chiediti perchè pensi quello che pensi e prendi le tue decisioni a partire da questo.
Facendo attenzione ad escludere le seghe mentali...
Ciao ;)
Ho divorato le tue parole con la ferocia e la grazia di una lince affamata.
Le ho ingerite e digerite.
Ho lasciato che i miei nervi ci si fondessero. I miei pensieri già lo erano.
Sono sulla tua stessa barca.
E le soluzioni sono davvero poche.
Quindi per staccare un po', ogni tanto ci fumo e ci bevo su, senza esagerare. Almeno per un paio d'ore quei problemi e quelle ansie saranno di quanlcun altro.
Affronto la realtà trascinandomi a peso morto.
Chi mi parla, ha difficoltà ad essere ascoltato perchè non so ascoltare neanche me stessa.
Chi mi ascolta, ha difficoltà a capirmi perchè ancora non mi sono ritrovata.
Penso all'equilibrio raggiunto e al tempo che mi ci era voluto per raccogliere i cocci la prima volta.
Penso a quanto mi ci vorrà per rimettermi insieme stavolta.
Dovrei cominciare dal ritrovarmi.
Ma le strade sono infinite ed io troppo stanca per percorrerle tutte.
Anch'io prima di dormire non penso a niente.
"A volte è meglio non pensare, non andare oltre." [E.M. Reyes - C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo].
Ps: nota positiva: credo che con questo commento ci scriverò un post. Merito anche tuo. Grazie :).
Un bacio, a purificarti l'anima.
La vita è fatta di alti e bassi, ma chissà perchè i cazzo dei bassi sono sempre più degli alti. Inutile scriverti i vari "ti capisco", "ci son passato pure io", "prima o poi tutto tornaerà sulla retta via" e altre cazzate di circostanza. La realtà è questa. Se si vive in uno stato di apatia c'è poco da fare. I "domani" andranno passando ma i problemi resteranno a farci compagnia. Ognuno sceglie di vivere la propria vita, ma spesso ci si lascia influenzare da altri e quando questo avviene allora è proprio una bella inculata. F. la vita va cosi e chi ti dice il contrario è solo un bugiardo. Il mondo se lo si puo' mangiare in tanti modi e in tanti modi si puo' rischiare un fottuto blocco intestinale e ne so qualcosa...
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