sabato 27 agosto 2011

Randagio


Se tutto ciò che cerco nasconde un movimento, quale destinazione può incontrarci?

Se in tutto ciò che inquadro il senso è già sfocato, qual è l'angolazione per fissarci?


Strade che si lasciano guidare forte.

Poche parole, piogge calde e buio.

Tergicristalli e curve da drizzare.

Strade che si lasciano dimenticare.

Strade che si lasciano guidare forte ..andare via così.

Poche parole, piogge calde e buio ..via così, via così.

Tergicristalli e curve da tremare.

Strade che si lasciano dimenticare.


Forse sta a pochi metri da me quello che cerco e vorrei trovare la forza di fermarmi,

perché sto già scappando mentre non riesco a stringere più a fondo.

E ora che sto correndo, vorrei che fossi con me ..che fossi qui.

Sento a pochi metri da me quello che c'era e vorrei trovare la forza di voltarmi,

perché se stai svanendo, io non ci riesco a stringere più a fondo,

ora che sotto il mondo, vorrei che tu fossi qui ..che fossi qui.



[ Strade - SubsOnica ]




Ci sono parole che rimangono lì, ad altezza della gola. Lì che non vogliono uscire e in testa restano solo pensieri. Anche se riuscissero a venir fuori, penso verrebbe fuori un'accozzaglia di parole incomprensibili. Perché penso che sia davvero abbastanza e che sia ora di smetterla di accumulare tutta quest'intolleranza, questa rabbia, questo affetto, questa voglia che ho di... non so definirlo neanche io. So che vedo davanti a me le persone che vorrei far sentire importanti e che non riesco a farlo. Non ne vedo i risultati. Non vedo una minima traccia di compiacimento, di piacere. Neanche una flebile traccia di quello che mi piacerebbe vedere. Mi sembra di dare all'infinito e di rimanere a mani vuote. No, non sono ringraziamenti ciò che cerco.


Mi sento un randagio, di tutti e di nessuno.


Ieri pomeriggio ho avuto un fianco dolorante. Ero da sola a casa, i miei lavoravano, mia sorella era al mare. Stesa sul letto, stupidamente, mi è balenato in testa: "Cazzo, se mi sento davvero male, non c'è neanche nessuno a casa oggi!". E poi, ho pensato: se fossi stata davvero male, chi avrei chiamato? Chi avrei voluto vicino? Così vicino, da mostrarmi così, nuda e cruda nel dolore. E poi, ancora: ma in chi ho davvero fiducia? E per chi sono così importante da poter chiedere qualsiasi cosa? Mi è venuto in mente quando facevo le nottate in ospedale, quando passavo i pomeriggi ai capezzali di un letto, quando prendevo le peggio strigliate per passare i fazzoletti a lacrime che scendevano noncuranti dei miei coprifuoco. Pensavo a quando usavo i miei risparmi per macinar chilometri di nascosto per risolvere i problemi altrui, a quante volte mi son presa colpe che non avevo, quanti soldi e robe ho prestato per non vederne mai il ritorno e come mi son lasciata trascinare nei casini per coprire qualcun altro. Sono sempre stata il jolly di tutti quelli a cui ho voluto bene. Non mi pento di niente. Mi chiedo solo quanti e chi per me lo avrebbero fatto. La risposta è stata, in conclusione: la mia famiglia e Rita. Ed è triste, vi giuro che è davvero triste se penso a tutto quello che ho fatto.


In questo contesto, mi faccio terribilmente senso. Non so se più per me che non riesco proprio a incalzare dei rapporti che vadano oltre una birra ad un tavolo nella quasi totalità dei casi o se per essere sempre così ingenua e disponibile verso persone che altro non si rivelano che abbagli. Di un egoismo e di un menefreghismo sconvolgente. Sprofondare nella completa indifferenza.


Un randagio che coglie briciole davanti le porte di casa e cerca tozzi nella spazzatura.


Dura ad ammetterlo, ma non sono una roccia.

Se qualcuno si prendesse cura di me quel poco che basta a strapparmi via da quest'autodistruzione, sarebbe diverso. In questo, dipendo ancora dagli altri, non da me stessa. Purtroppo. E' qualcosa che non riesco a sintetizzare da me.


E' triste. Mi fa schifo pensarmi sola, come un cane. Adesso, che ne ho bisogno.

Non me lo merito.

6 commenti:

Elhaym ha detto...

Questa canzone l'ho gridata il mese scorso.
Al concerto dei Subsonica.
Ha dichiarato la fine della mia relazione.
E l'inizio del mio essere un piccolo bastardino randagio.
Senza arte ne parte.
You are not alone.
In questi casi serve.
'notte, carissima.

E.

RycaRebel ha detto...

Invece, per me, è una canzone ricorrente. Forse, una di quelle che più potrebbe descrivere il mio vissuto. E paradossalmente mi piace un sacco. Non puoi capire quanto.

Grazie per essere passata da qui ;)

ImTheMadcap ha detto...

Una nuvola guardava irritata il sole che spandeva ovunque i suoi raggi.
Tutte le cose ricevevano la luce,  le piante, i sassi, gli animali rubavano un raggio ma non restituivano nulla.

'Ridi, ridi, sprecone." pensava la nuvola. 'Vedremo alla fine della giornata quanti te ne saranno rimasti'. Ma quando il sole ebbe finito il suo giro contò i suoi raggi e non gliene mancava neppure uno.
Allora la nuvola, irritata, si sciolse in pioggia.


Ciò che dai non va mai sprecato. L'universo è una scatola chiusa, e ovunque in esso vale il principio di conservazione.

IlNino ha detto...

Il dare agli altri senza aspettarsi nulla in camio é la fortuna e la croci delle persone buone. Da un lato non hanno bisogon dei complimenti degli altri, purtroppo però si tende a dimenticare che sono fragili ad anche loro a volte hanno bisogno di un abbraccio e di un po'di sostegno.
Non serpre quello che riceviamo lo abbiamo da quelli a cui abbiamo dato, ma non per questo vuol dire che abbiamo sbagliato a dare . :-)

EternoIndeciso ha detto...

Ringrazia di avere Rita, sempre. Aver trovato una persona che per te c'è, è una fortuna enorme. E poi...
Abbraccia la solitudine, isolati dal mondo, gli altri ti portano problemi e tu hai bisogno di darti una calmata invece che crearti nuove bufere in testa, vale la pena stare dietro agli altri? Non ne vale la pena.
Vale la pena pensare a te stessa a quello di cui hai bisogno, e se ci pensi è assurdo ma questa è la cosa più dura da fare.

Daniy'el

EternoIndeciso ha detto...

Ah! grandi subsonica, strade poi è una delle più belle!

Daniy'el

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