martedì 19 aprile 2011

Amorevolmente estranei

Come un educato conoscente dietro la porta di ingresso, nonostante la porta sia aperta, non oso entrare senza il tuo permesso. Busso una volta. Busso ancora una seconda volta. Busso anche una terza volta. Mi chiedo se te ne stai nascosto in silenzio ad aspettar che vada via o se davvero non riesci a sentirmi. A questo punto, non riesco neanche a capire perché ti ostini a lasciarla aperta quella porta. Cos'è? Vuoi mettermi alla prova? Prima mi inviti.. e poi? Allora provo comunque ad entrare. Ma non ottengo né la tua presenza, né una tua risposta. Allora sai cosa? Resto fuori.


Non vedo perché devo avere fiducia in te quando tu dimostri di non averne minimamente in me. Perché me lo chiedi? E non vedo neanche perché devo sistematicamente sentirmi dire che non mi apro.. e perché dovrei? Per tante belle parole? Non è abbastanza.

Seriamente, io sono una persona discreta in queste cose. Non invado gli spazi altrui, non insisto per far sì che qualcuno mi dica qualcosa di suo, di personale. Non è da me. Non sono assillante, non sono pesante. Anziché pregare per sapere i fatti degli altri, preferisco strappare un sorriso, che in certi momenti fa più bene di una valanga di parole tirate fuori forzatamente. Per poco che sia, ti regalo la mia presenza, la mia disponibilità, puoi farne ciò che meglio credi. Ma poi non devi pretendere da me quello che tu stesso non fai. Se tu non lo fai, per quale strana e arcana ragione io dovrei? E' tutto un gioco di fiducia. Ma se tu te ne stai perennemente sulle tue, se sei evasivo alle mie poche e rare domande, se sei sfuggente quando le cose non vanno, come puoi pretendere che io ne abbia? Devo farlo sulla parola? Perché sei tu a chiedermelo? Ci sto provando. E, magari, come ho già provato sulla mia pelle, sto sbagliando.


Faccio fatica. Quando mi fermo a pensare a queste cose, faccio davvero fatica a credere di star facendo bene.

E' sempre lo stesso errore per me. E alla fine sono sempre punto e a capo. Non mi va bene più.


DO UT DES.

Con me, ora funziona così.

4 commenti:

BedofNails ha detto...

Io sono più  per l'idea di fare come ti senti senza troppe paranoie ...

Dietro agli occhi io nascondo un altro mondo :-)

RycaRebel ha detto...

Quando ti senti addosso ancora il segno di certe cicatrici, non sono più paranoie, diventano ricordi. Io voglio che il passato resti passato. E che il presente diventi futuro. 

GuyaDeVillebrequin ha detto...

allora non pensarci più. move on. avanti, oltre. chè non c'è altra via.
a presto

RycaRebel ha detto...

:) Sempre la benvenuta.

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