Lingue di fuoco che percuotono l'anima,
avvolgono me stesso pallido in mezzo al cielo.
Gioco con le ombre, senza mai sfiorarle
cado in un lamento continuo brulicante di incertezze,
di caduche speranze,
di sogni frantumati in mille pezzi.
Danzante e avvolta da miriadi di leggiadri veli,
giro, continuo a girare in mezzo a questo vortice di interrogativi mai svelati.
E voltarsi in mezzo al niente per scoprire
improvvisamente
di essere immersi nel profondo abisso dell'incertezza.
In bilico su questo davanzale saltello.
guardo giù.
Chiudo gli occhi.
Giù.
Volano trasportate dal vento gelido queste stupide parole.
Sillabe di un cuore palpitante privo di memoria.
Suoni, rumori improvvisi distruggono l'armonia di giorni d'inverno.
Gocce di pioggia sfiorano la mia pelle, mescolandosi a profumi di donna,
odore di mistero e palpitante brama di vivere.
Sopravvivo alla tempesta.
Apro gli occhi.
Mi chiedo dove sei.
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